Pescara: Costantini-shock, ‘L’Aquila è una zavorra per l’Abruzzo’

04/02/2015 - Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa di Carlo Costantini (foto), Presidente del Comitato per la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Costantini, dopo il successo del referendum consultivo dello scorso maggio, che aveva portato il 64% dei partecipanti ad esprimersi favorevolmente circa la nascita della ‘Nuova Pescara’, lamenta l'immobilismo dell’amministrazione regionale sulla questione e la scarsa considerazione della volontà popolare.

Ha ragione il Presidente di Confindustria Paolo Primavera, quando afferma che L'Aquila è un freno per l’Abruzzo da tutti i punti di vista, incluso quello politico. Ho personalmente vissuto una esperienza che non esiterei a definire surreale, quando per anni mi è stato impedito di portare in Consiglio Regionale la delibera che il 25 maggio 2014 ha consentito ai cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore di scegliere che il loro futuro li vedrà insieme, uniti in una unica grande Città.

Ad ogni occasione mi veniva opposto che, se non ci fosse stato qualcosa per L’Aquila, la delibera non sarebbe mai passata. E ad ogni occasione percepivo l’inutilità di spiegare - a chi dava ampia prova di non voler sentire - che il referendum era un diritto dei cittadini e che la fusione non avrebbe sottratto un euro, né agli aquilani, né agli abruzzesi, ma anzi avrebbe liberato milioni di euro di risorse da investire.

Oggi evidentemente la situazione è ulteriormente peggiorata, se solo si considera che nessun rappresentante del ceto politico pescarese ha trovato il coraggio di dire:

1) Primavera ha ragione;
2) L’Aquila è ormai una zavorra per l’intero Abruzzo, anche da un punto di vista politico;
3) Quando si interromperà (prima o poi inevitabilmente accadrà) il flusso di denaro che alimenta appalti e ricostruzione, L’Aquila avrà smesso di esistere da tempo ed avrà ulteriormente rallentato la crescita e lo sviluppo dell’intero Abruzzo

Ormai quella di Pescara è una resa totale ed incondizionata al punto che, nell’indifferenza di tutti, inclusa la maggior parte dei rappresentanti del ceto politico pescarese, neppure le è consentito di trasformare in atti legali la volontà che migliaia di cittadini hanno espresso con un entusiasmo mai misurato in precedenza. In pratica, doveva sparire; ed è stata fatta sparire.

E, purtroppo, quando ne scopriremo le cause e le ragioni, sarà troppo tardi!!


 





Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2015 alle 16:53 sul giornale del 05 febbraio 2015 - 690 letture

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