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"Ritengo un atto doveroso chiedere l'intervento del Presidente del Consiglio dei ministri, del ministro della Giustizia, del ministro della Salute e della ministra dell'Interno, per quanto di loro competenza, per sapere quali misure intendano adottare al fine di tutelare la salute e la sicurezza del personale penitenziario e dei detenuti. "



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“Alla luce delle numerose potenziali irregolarità e di un iter del provvedimento che riteniamo totalmente inadeguato, abbiamo deciso non prendere parte alla votazione per la ratifica in Commissione Bilancio della Convenzione stipulata tra Regione Abruzzo e il Napoli Calcio”. Lo affermano i componenti della Commissione Bilancio del MoVimento 5 Stelle Sara Marcozzi, Domenico Pettinari e Francesco Taglieri.









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"E' davvero singolare che la deputata aquilana del Pd, Stefania Pezzopane, si erga, tardivamente peraltro, a paladina dell'inserimento della ricostruzione 2009 e 2016 tra le priorità del governo in materia di Recovery Fund. Un risultato che è esclusivamente frutto del lavoro dei parlamentari di Fratelli d'Italia in commissione e che la Pezzopane tenta maldestramente di annacquare".




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"In merito al contributo affitto per gli studenti fuori sede previsto dalla Legge Regionale n.10 del 3 giugno 2020, mi spiace constatare che con DGR n.532 del 31 agosto 2020 sia stato aggiunto un ulteriore criterio di accesso al contributo specificando che gli studenti dovranno anche "essere iscritti per l'anno accademico 2019-2020, ad una annualità non successiva alla prima fuori corso...". Afferma Stella del Movimento 5 Stelle



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"La legge presentata oggi è un primo, ma importante e decisivo, strumento per sostenere le aree interne, combattendo fattivamente lo spopolamento e rivitalizzando quello che l'enorme patrimonio culturale, tradizionale e turistico dell'Abruzzo". Lo dice l'assessore regionale alle Aree interne, Guido Liris che Nella  mattinata di oggi, 29 settembre ha preso parte alla presentazione della proposta di legge a favore dei piccoli Comuni di montagna. 





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Il recente decreto, varato dal Governo, che ripartisce, tra i Comuni delle aree interne e montane italiani, 210 milioni di euro per il sostegno alle attività produttive dei territori, pur rappresentando un primo, concreto, segnale di attenzione alle realtà più svantaggiate del nostro Paese mostra evidenti carenze nei criteri di ripartizione.




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Con queste nuove riflessioni oggi vogliamo mettere in evidenza il legame che esiste tra l’attività politica dei parlamentari, che ricordiamo essere espressioni della sovranità popolare, e la legge elettorale che li crea.



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In questo momento storico difficilissimo per l’Italia e per il mondo, assistiamo in maniera quasi impotente, pur senza arrenderci, alla vacuità di una politica e di una classe dirigente che ha cavalcato il disagio sociale per costruirsi un consenso fondato sulle illusioni, o meglio sull’imbroglio, dell’antipolitica. È in atto una recessione del principio elettivo che sta colpendo tutte le democrazie pluraliste occidentali consolidate, in particolare a causa dei movimenti populisti che si ergono contro la rappresentanza e tutto il pluralismo partitico.


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Quando fu scritta la Costituzione, nel 1947, i collegamenti con Roma erano scarsi e il numero dei parlamentari eletti fu fissato in 945. Già la riduzione a 600, in realtà, considerando la proporzione del 1947, è un dimezzamento. Oggi la pretesa di tagliare ancora il numero dei parlamentari è un’operazione antitecnologica, perché presuppone un’Italia ferma nel tempo, ed è antipopolare perché nega la crescita demografica. Può sembrare semplicemente uno slogan accattivante da campagna elettorale, ma in realtà è vero.


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Il costo dei parlamentari a giustificazione delle ragioni per il Sì al referendum del 20-21 settembre è un argomento fallace e che, portato ai suoi estremi, porterebbe all’assolutismo. Il falso attacco alla casta diventa difesa demagogica della casta stessa. La questione vera invece è questa: andiamo verso una riforma che aumenta i diritti dei cittadini oppure no?


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Quanti motivi ci sono per votare no? Tantissimi e con la spiegazione di un argomento alla volta cercheremo di sfatare i falsi miti di chi sostiene il taglio dei parlamentari, argomentando nel merito ogni questione. Per questo lanciamo una piccola rubrica “UNA PILLOLA PER IL NO AL GIORNO” sempre nell’intento di fornire ai cittadini una sana e corretta informazione sulle nostre motivazioni e su cosa ci spinge a difendere la nostra Costituzione ancora una volta sotto attacco dalla maggioranza di governo di turno.




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“Siamo disponibili ad ascoltare i buoni consigli dei partiti d’opposizione sulla legge sulla semplificazione urbanistica che, dopo aver espletato tutti i percorsi in Commissione ed essere stata legittimamente approvata, nella giornata del 6 agosto è arrivata in Consiglio regionale." Afferma il Presidente del Consiglio regionale Sospiri





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Il costo dei parlamentari a giustificazione delle ragioni per il Sì al referendum del 20-21 settembre è un argomento fallace e che, portato ai suoi estremi, porterebbe all’assolutismo. Il falso attacco alla casta diventa difesa demagogica della casta stessa.