Draghi all'Aquila per l'inaugurazione del Parco della Memoria. "Accelerare la ricostruzione è un obbligo morale"

3' di lettura 28/09/2021 - Il Parco della Memoria all'Aquila "e' il simbolo della vita che deve rinascere traendo forza dalla memoria di una tragedia. Oggi ci sono finalmente le condizioni per farlo".

Il presidente del consiglio Mario Draghi conclude con queste parole l'intervento alla cerimonia per l'inaugurazione del monumento dedicato alle vittime del terremoto del 2009. "La città dell'Aquila - aggiunge il premier, come riportato da Dire - ha scelto di affidare la memoria del terremoto non a un tradizionale monumento, ma a un parco. A uno spazio aperto che è simbolo del vuoto lasciato da chi è morto in quella terribile notte. Ma questo spazio aperto è anche simbolo di pienezza. Sarà riempito da tutte le famiglie e i bambini che giocheranno tra queste aiuole e tra queste fontane".

Continua poi: "Dobbiamo accelerare. E' un obbligo morale". "Abbiamo costruito per gli investimenti del PNRR e del Fondo Complementare un modello di governance che punti sulla semplificazione delle procedure e sullo stretto coordinamento delle amministrazioni centrali e territoriali. Vogliamo valorizzare l'esperienza maturata sul campo dai sindaci, dagli amministratori regionali e locali, e dalle strutture tecniche e commissariali del governo". Riferendosi alla ricostruzione post sisma, e ai progetti inseriti nel Pnrr, Draghi aggiunge: "Queste cose si realizzano solo se c'e' collaborazione, quasi osmosi, tra il ruolo del governo, degli enti locali e delle regioni. E voi ci siete riusciti", dice agli amministratori locali abruzzesi.

"Oltre alla responsabilità della memoria, il Governo deve assumersi l'impegno dell'azione". Il premier ribadisce l'impegno dell'esecutivo in quello che definisce "un obbligo morale: accelerare la ricostruzione". A tal fine, il Pnrr destina risorse per 1,78 miliardi. "Procede ovunque, ma con velocità diversa tra un territorio e l'altro", sottolinea il presidente del consiglio che ricorda come "nella città dell'Aquila il rifacimento degli edifici privati ha ormai superato l'80 per cento, grazie anche all'introduzione di tecniche e procedure innovative di cui possiamo essere orgogliosi. Negli altri comuni del cratere, il processo è invece più lento".

I ritardi - e' ancora il premier a parlare - "colpiscono soprattutto il processo di ricostruzione pubblica, che ancora non ha un piano completo. Parlo di scuole, ospedali, strade, uffici e chiese, quegli edifici che rendono un luogo una comunità. Dobbiamo accelerare, per l'obbligo morale che abbiamo verso voi tutti cittadini. E dobbiamo farlo per aiutare la ripresa economica di queste zone". Il terremoto del 2009 ha causato una perdita stimata in oltre 200 milioni di euro all'anno, ricorda il capo del governo. Si tratta "dell'11% circa del valore aggiunto complessivo dell'area, a cui si sono aggiunti i danni della pandemia. Il tessuto sociale e produttivo dell'Abruzzo è rimasto vivo nonostante le tragedie e le difficoltà. Dobbiamo continuare a sostenerlo". Il Pnrr assegna all'area risorse importanti.

"Il Governo ha deciso di destinare un'apposita linea di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ai territori del Centro Italia colpiti dai terremoti del 2009, 2016 e 2017. Questo pacchetto - conclude Draghi - ha un valore di 1,78 miliardi di euro e finanzia la ricostruzione sicura e sostenibile, il recupero ambientale, e iniziative a sostegno di cittadini e imprese".






Questo è un articolo pubblicato il 28-09-2021 alle 19:07 sul giornale del 28 settembre 2021 - 15 letture

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